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Cucina: il primo certificato di qualitą per i professionisti italiani

cuochi.jpgDopo il “made in Italy” nasce il “certified in Italy”, per difendere la qualità della nostra cultura enogastronomica. È stato ufficialmente presentato, presso la sede di Academia Barilla a Parma, il primo programma di “Certification of Proficiency in Italian Cuisine” (CPIC), nato per far conoscere nel mondol’autentica cucina italiana, attestando le conoscenze e le abilità degli chef che operano all’estero, così da garantire ai consumatori il piacere di una vera gastronomia tricolore.

A promuovere l’innovativo attestato di qualificazione professionale è stata Academia Barilla, da tempo impegnata, nel cuore stesso della Food Valley italiana, a sostenere l’arte della gastronomia del nostro Paese nel mondo. Questo progetto si avvale della collaborazione di un prestigioso network di professionisti del comparto come ITCHEFS-GVCI (www.itchefs-gvci.com), che raccoglie oltre 1500 cuochi, giornalisti e ristoratori, uniti per tenere alto il buon nome dell’Italia a tavola in 70 Paesi stranieri.

Secondo stime recenti, nel mondo ci sono almeno 70mila ristoranti o food service outlet italiani, o sedicenti tali. Si calcola che questa rete abbia oltre 800mila addetti, di cui “solo” poco più di un terzo di origine italiana.

Data l’indubbia funzione educativa e di orientamento che svolgono nei confronti del pubblico, cuochi e professionisti della ristorazione sono determinanti non solo per qualificare la cucina italiana all’estero, ma anche per il mercato dei nostri prodotti agroalimentari, spesso posti in concorrenza con semplici contraffazioni. 

In questo contesto, la qualificazione delle specifiche figure professionali diventa un’esigenza improrogabile. È fondamentale che i professionisti della ristorazione acquisiscano una buona conoscenza della cucina italiana autentica e di qualità e ricevano un adeguato riconoscimento se seguono i parametri della nostra gastronomia e sanno comunicare, attraverso la metafora alimentare, la cultura del nostro Paese all’estero.

La certificazione professionale CPIC è stata pensata da Academia Barilla proprio in risposta a queste esigenze e sarà riservata a professionisti stranieri già in possesso di adeguati titoli e di documentata esperienza che superino una prova d’esame teorico-pratica.

Il lancio del progetto è avvenuto nell’attrezzatissima sede di Academia Barilla; la manifestazione è stata aperta da una tavola rotonda sul futuro della cucina italiana nel mondo, moderata dal giornalista gastronomico Rosario Scarpato, uno dei massimi esperti di cucina italiana nel mondo.

Vi hanno partecipato alcuni giornalisti enogastronomici residenti all’estero, tra cui Michael Wilson, de La Cucina Italiana US e Susan Jung dell’Hong Kong South China Morning Post e chef responsabili di ristoranti italiani all’estero come Mario Caramella (Chef Patron, Forlino, Singapore), CESARE CASELLA (Chef Patron, Salumeria Rosi, New York), PAOLO MONTI (Executive Chef, Gaia, Hong Kong).

Tutti i partecipanti hanno particolarmente sottolineato l’importanza della formazione, non soltanto rivolta alle tecniche di cucina, ma anche alla conoscenza dei prodotti e degli ingredienti, ed a saper riconoscere i prodotti di qualità, i sapori autentici.

Sviluppare conoscenza e passione per i prodotti italiani di qualità è il primo passo per far comprendere il valore della gastronomia italiana da un lato e ispirare creatività in cucina dall’altro. Questa direzione può essere intrapresa valorizzando e sintetizzando il patrimonio della cucina regionale italiana; un percorso che Academia Barilla ha sostenuto fin dalla sua fondazione.

Il dott. Scarpato, tirando le conclusioni della tavola rotonda, ha rilevato come "la cucina italiana all`estero stia assistendo all`arrivo della terza ondata di cuochi: dopo gli emigrati, trasformatisi in cuochi di 50- 60 anni fa, sono arrivati i cuochi professionali formatisi in Italia e quindi trasferitisi all’estero (come quelli del network Itchefs-gvci) e finalmente adesso è la volta de i cuochi non nati in Italia, ma che fanno un’eccellente cucina italiana; proprio a questi è rivolta l’attuale iniziativa".

 

Nel pomeriggio, i celebri chef Yoshi Yamada, da Londra e Angela Hartnett, da Londra, hanno raccontato il loro amore per la nostra tradizione enogastronomica durante la preparazione di una ricetta personale, interloquendo con gli altri chef intervenuti da diversi Paesi nel mondo.

 

A fine pomeriggio Gianluigi Zenti, direttore di Academia Barilla, ha presentato la CPIC e ha conferito il titolo di “Italian Culinary Master Chef” ad honorem agli chef Mario Caramella, Cesare Casella, Domenico Crolla, Donato De Santis, Angela Hartnett, Arima Kuniaki, Mark Ladner, Paolo Monti, Pietro Rongoni, Giulio Vierci, Yoshi Yamada, tutti professionisti che si sono particolarmente distinti per aver dato un contributo all’introduzione, diffusione e salvaguardia della cucina italiana nei Paesi esteri in cui risiedono.

La giornata si è conclusa con una cena di gala, organizzata nel suggestivo spazio della Biblioteca gastronomica di Academia Barilla.


15/06/2011

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