Sei in: Home | Home
Eataly Oscar Farinetti: la ristorazione italiana nel mondo

oscar-farinetti.jpgIntervistiamo Oscar Farinetti, padre di Eataly, il più grande supermercato enogastronomico del mondo che vanta sedi in Italia e all’estero. La sede storica nasce a Torino nel 2007, ben 11.000 metri quadri su tre piani dedicati interamente al food di qualità, a prezzi sostenibili. Affianco al market Eataly offre anche la ristorazione fuori casa con otto ristoranti a tema. Il format ha successo e viene replicato in altre città, sbarcando anche a Tokio e New York ed esportando così, insieme ai prodotti e alla cucina italiana, un’idea di impresa che è valsa a Farinetti l’attenzione dei professionisti del settore e della stampa italiana ed estera.

 

Qual è secondo lei lo stato di salute generale della ristorazione italiana in Italia?

Non gode di piena salute, ma resta una delle migliori a livello europeo. Lavorano ancora molto bene le osterie con prezzi accessibili. Chi lavora in questo settore di solito lavora tantissimo a fronte di guadagni piuttosto bassi. Se continuiamo su questa strada rischiamo di arrivare ad un decadimento, come è già avvenuto in Francia.

 

Nel resto del mondo invece?

Più o meno il trend è simile alla nostra situazione.

 

Quali sono i prodotti di qualità più venduti all`estero nei suoi store?

La pasta, il vino, i salumi e i formaggi.

 

Quali invece i piatti più amati nelle sue aree ristorative?

Ovunque la pasta e la pizza. Ma ogni italiano ha gusti molto diversi, come per esempio accade per il caffè e per l`olio extra vergine di oliva. Ogni italiano è convinto che la propria idea sia la migliore e oppone resistenza al cambiarla.

 

Cosa si apprezza all`estero della cucina italiana? Per esempio la qualità dei prodotti? La fantasia degli abbinamenti? E come è percepito all`estero il nostro amore per il cibo e la cucina?

Ciò che si apprezza di più è la semplicità e la ricerca di materie prime di qualità. Credo che queste siano tra le caratteristiche che rendono la cucina italiana più apprezzata. Il nostro amore per il cibo è universalmente riconosciuto, ma spesso da parte nostra non c`è la cultura che dovrebbe esserci.

 

Esiste un identikit del cliente tipo che ama il Made in Italy all`estero?

Non amo molto fare identikit, ma in linea di massima credo che si tratti di persone mediamente colte e magari con origini italiane. In più, il cibo italiano è anche eternamente di moda.

 

 

Che consigli darebbe ad un ristoratore che vuole aprire un locale all`estero?

Se vogliono aprire ad esempio una pizzeria di stile italiano direi loro di cercare di essere integralisti e di non cedere a tentazioni per assecondare i gusti locali. Direi loro di fare un menù con pochissime pizze e di scegliere solo materie prime di altissima qualità. Infine, direi loro di puntare tutto sulla pizza Margherita che, nella sua semplicità, resta sempre una delle più apprezzate. Ai clienti bisogna sempre parlare con franchezza, in modo diretto e senza mentire. Questo può far guadagnare fiducia.

 

Marianna Iodice


16/09/2011

Torna SU ↑



Home | Per saperne di pił
Nessuna informazione disponibile per la sezione indicata

MONDOHORECA
Attualità
Opinioni, studi ed analisi
News e curiosità
BEVERAGES
Acque minerali
Bibite, Energy e Soft Drink, Succhi
BIRRA
Produttori ed etichette
Birra News
SPIRITS
Produttori e spirits
Barman e Bartender
VINI&Co.
Cantine ed etichette
Eno News
LOCALI&PROFESSIONI
Ristoranti, Pizzerie
Bar e locali serali
Arredi e attrezzature
FOOD
Prodotti
Pizza, appetizer, dessert
Gourmet
EVENTI
Fiere
Eventi
DIST. DI BEVANDE
Federazione
Consorzi
Distributori
MASTER FUORI CASA
Feed RSS