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Drink&Passion la nuova rubrica di Eva Kottrova

EVA.jpgUn buon caffè, anche declinato nelle sue molteplici versioni, rappresenta una ritualità tra le più affascinanti e gustose.

Come molti sapranno il suo avvento nel continente europeo risale al 1570. Furono i veneziani a scoprirlo grazie ai loro traffici con Istanbul, la città porta d’Oriente dove già da allora le caffetterie arredate con fini decorazioni e preziose sete policrome offrivano al pubblico scure infusioni del pregiato seme.

Ma tutto il mondo è paese: sicché prima Venezia e Trieste, poi Vienna e Parigi, Budapest e Praga, e ancora Berlino e Londra in pochi anni gli Europei furono rapiti dall’aroma, dal gusto e dalle proprietà corroboranti del magico elisir. Fu un lampo profumato e il rito del caffè entrò prepotentemente negli usi e costumi di un continente.

E grazie al caffè nacquero i luoghi del caffè: col tempo, nelle principali città europee, si moltiplicarono a dismisura le “Case del caffè”, fino a giungere ai Café-Chantant partenopeo e ai locali degli indimenticabili e gloriosi anni della Belle Époque.

Oggi, alcuni tra gli odierni bar e moderne strutture di mescita conservano ancora reminiscenze storiche e culturali delle grandi caffetterie di allora, ma con la frenesia del presente e con il diminuire del tempo a disposizione si usa sempre più consumare la bevanda che “tiene sveglia la mente” stando in piedi, e sempre meno stando comodamente seduti, magari con davanti un tavolino di quelli tondi e decorati della trascorsa epopea.

Ma il gusto resta, avvolgente e voluttuoso: “Tazza fredda” o “tazza d’oro“, “gocciato” o “fiàcchere”, “affogato” o “mélange”, “macchiato” o “schiumato”, addirittura “sospeso”, …tantissimi sono i modi e le terminologie che dipingono la venerata bevanda. Un gusto che ogni giorno si offre con rinnovato piacere a milioni di persone, le quali non potrebbero rinunciare, mai e poi mai, a un delizioso caffè.

 

Il mio preferito

mocci.jpgI caffè shakerati rientrano tra i cocktail che in assoluto prediligo e così ho deciso di dedicare con il Mocci Caffè una mia personale ode alla nera mistura. La ricetta semplice, equilibrata ed elegante ha ottenuto qualche tempo addietro anche il premio speciale della giuria per il Miglior Gusto nel concorso nazionale “Il Caffè più buono- Esprimi il tuo espresso”.

 

INGREDIENTI

Cognac:                         1 cl

Caffè:                            6 cl

Zucchero di canna:         2 cucchiaini da caffè

Arancia bionda:              2 gocce

Twist di arancia carnosa

 

PREPARAZIONE

Shakerare energicamente fino a creare uno spesso strato di “spuma” un cognac di alto lignaggio, Marnier-Lapostolle V.S.O.P., insieme ad un espresso profumato e cremoso addolcito con il miglior zucchero di canna e aromatizzato con gocce di arancia bionda unitamente a cubetti di ghiaccio. Versare con l’ausilio dello strainer nella coppa da cocktail precedentemente decorata con crustas di canna scura umettata dal succo d’arancia. Un twist di arancia carnosa completerà l’opera nel calice. Abbinare qualche delizioso bonbon di cioccolato fondente adagiato su un letto di chicchi di arabica enfatizzerà ulteriormente il piacevole rito del caffè.

 

Eva Kottrova


16/02/2012

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