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Tattoo Machine Martini

di Diego  Ferrari  

 

Diego-Ferrari.jpgDiego Ferrari non è esclusivamente un grande barman che esercita con somma maestria la professione; oltre ad essere un simpatico gentiluomo dai modi educati, è un ricercatore che varca la soglia di conoscenza della tradizionale mixologia, non soltanto per nuovi ingredienti da dosare e contenitori dalle dimensioni più disparate o inconsuete da utilizzare, ma anche per avventurarsi nei territori inesplorati delle tecniche innovative, consentendo al comparto di elevare considerevolmente l`asticella del limite definito di eccellenza, da tutti anelato ma appannaggio di pochissimi eletti.

Trovare l’unicità nello stile di miscelare alchimie cromatiche non convenzionali, regalando al cliente emozioni mai provate tramite l`impiego decontestualizzato di oggetti che nulla hanno a che vedere con la professione del barman, ha contribuito a spiccare il salto di qualità in un percorso lavorativo ormai ben tracciato ad iniziare da Londra dove il fuoriclasse ha avuto il piacere di gratificare avventori a prima vista anonimi, star del cinema, politici di alto rango e membri della più amata e chiacchierata Casa Reale d’Europa.

 

Tornato a Lodi, il barmanager ormai ben educato alla poliedrica cultura dell’ospitalità, guida con amore viscerale e passione infinita il Blush 2.0 - lounge restaurant con annesso cocktail bar - nella città lombarda fondata lungo le rive dell`Adda dall’imperatore del Sacro Romano Impero, Federico Barbarossa. Diego, che apprezza le decorazioni dipinte sulla pelle con stille di inchiostro, in collaborazione con il suo amico Giancarlo Capra artista-tatuatore dell`epidermide umana, ha inventato una tecnica alquanto scenografica che non ha precedenti prima d`ora: la Tattoo machine che tinge i drink con effetti stupefacenti micronizzando le molecole dei fluidi aromatizzanti che si fondono perfettamente con gli alcolati base utilizzati nelle miscelazioni. Un ago piuttosto grande inietta con veemenza il liquido denso dell`ingrediente fragrante o degli sciroppi zuccherini direttamente nel cocktail, mediante l`oscillazione elettrica ad altissima frequenza della Tattoo machine, dando vita a miscelazioni dal perfetto equilibrio e creando una visione ammaliante agli occhi dell`ospite esigente del Blush di Lodi e a quelli severi dei componenti di giuria nelle competizioni internazionali che vedono protagonista il camaleontico bartender.

 

Chi avrebbe mai pensato di destinare uno strumento in uso nella body art per la creazione di fantastici beveraggi da proporre ai propri clienti? Eh si, prima di lui proprio nessuno.

 

tattoo-martini.jpgIngredienti per il “Tattoo Machine Martini”:
6 cl Vodka Belvedere
0,5 cl Vermouth dry
1,5 cl Cranberry

 

Dopo aver rimestato la vodka e il vermouth dry nel mixing glass secondo la filosofia del più classico Martini cocktail si versa il composto secco attraverso lo strainer nella coppetta e si decora, oltre ad aromatizzare con cranberry iniettato all’interno del drink con la tecnica della Tattoo machine secondo l’ingegnosa invenzione di Diego. L`effetto scenico è strabiliante!

 

Eva Kottrova


24/09/2012

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