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L’aumento dell’Iva colpisce merendine e pausa caffé

Ecobonus finanziati dai consumatori della "pausa caffè" e di gadget da edicola. Non solo. La ricostruzione privata in Abruzzo verrà pagata con l`aumento dell`imposta fissa di bollo.

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Sarà pure una redistribuzione del carico fiscale a vantaggio di interventi di rilancio dell`economia, ma l`effetto per i cittadini è un doppio aumento di imposte pagate direttamente alla fonte: dell`Iva su bevande e merendine acquistate ai distributori automatici; dell`Iva sui gadget comprati con giornali e riviste; dell`imposta di bollo applicata su atti e ricevute.

 

Dalla pausa caffè il finanziamento degli ecobonus 
A pagare il conto della proroga e dell`aumento delle agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici e delle ristrutturazioni edilizie, nonché dell`acquisto di mobili saranno i consumatori o meglio la collettività. La copertura dei bonus fiscali in edilizia, infatti, sarà garantita per 104 milioni l`anno dal 2014 al 2014 dall`aumento dell`aliquota Iva dal 4 a 10% applicata alle bibite e agli alimenti venduti nei distributori automatici «degli edifici destinati alla collettività». Che tradotto nella realtà attuale del mercato della "pausa caffè" vorrà dire scuole, università, luoghi di lavoro e ospedali. Un caro bevande e merendine per studenti e lavoratori che dovrà garantire all`erario 104 milioni l`anno per 10 anni a partire dal 2014.

 

Gadget in edicola ad aliquota ordinaria 

Più salato il conto che dovranno pagare collezionisti e appassionati di gadget venduti con giornali e riviste. La classica borsa termica o il coprisole che spuntano in edicola con l`inizio della stagione estiva dal 2014 sconteranno l`aliquota massima del 21% e non più quella agevolata del 4%. L`altra quota della copertura degli ecobonus in edilizia, infatti, sarà garantita dalla cancellazione dell`agevolazione Iva ai prodotti "non editoriali" venduti con pubblicazioni editoriali. Dalle vendite in edicola lo Stato conta di recuperare 125 milioni l`anno, anche questi dal 2014 e fino al 2014.

 

In arrivo il "caro bollo" per la ricostruzione in Abruzzo 
A completare il quadro degli ultimi rincari d`imposta in arrivo per i contribuenti italiani è l`aumento del "bollo" in misura fissa proposto al Senato dai relatori Stefano Esposito (Pd) e Domenico De Siano (Pdl) al decreto sulle emergenze ambientali e la riqualificazione del porto di Piombino: il rifinanziamento della ricostruzione privata nei comuni colpiti dal terremoto dell`Abruzzo sarà coperto con l`aumento dell`imposta fissa di bollo. Che, dall`entrata in vigore della legge di conversione del Dl salvo ripensamenti dell`ultima ora da parte del Parlamento, salirà da 1,81 a 2 euro e da 14,62 a 16 euro. Come certificato dalla relazione tecnica già bollinata dalla ragioneria generale dello Stato l`aumento dell`imposta di bollo dovrà assicurare maggiori entrate per 197,2 milioni di euro per ogni anno dal 2014 al 2019 e quasi 100 milioni per i restanti mesi del 2013. Le risorse, come recita l`emendamento, saranno destinati ai comuni terremotati dell`Abruzzo per la concessione di contributi per l`edilizia privata. A garanzia che l`aumento del bollo per i contribuenti sarà finalizzato alla ricostruzione, la stessa proposta di modifica dei due relatori prevede che l`erogazione dei contributi da parte dei sindaci arriverà soltanto sulla base dello stato di avanzamento dei lavori.

 

 

Fonte Il Sole 24 Ore


05/06/2013

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