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Beverage Network approda in un porto sicuro

Grandi soddisfazioni e alcune interessanti novità per il gruppo guidato da Lorenzo Verardo, che presenta un sistema di raccolta dati e benchmark gestionali ed un progetto di social network dedicato ai punti vendita. Riconfermato il consiglio d`amministrazione di Beverage Network, che vede, oltre al presidente Lorenzo Verardo, Franco Tucci, Emanuele De Biasio, Gianni Spanu e Matteo Trussoni mantenere le loro cariche.

 

verardo.jpgA indicazione dell`apprezzamento della rotta intrapresa, la metafora nautica ha "segnato" tutta l`assemblea rielettiva svoltasi lo scorso maggio nella incantevole cornice di Venezia. I vertici della struttura ("non un semplice consorzio ma una società consortile a responsabilità limitata, che quindi opera alla stregua e con le regole di una società di capitali") sono rimasti al comando inaugurando "l`approdo in un porto sicuro".

«Tante le sfide che abbiamo affrontato in questi anni - ha commentato Lorenzo Verardo - soffermandosi sul mondo industriale con Birra Castello, in cui siamo entrati nel 2002 acquisendone il controllo totale l`anno successivo e Birra Pedavena che abbiamo acquisito nel 2006, due realtà che ci stanno dando grande soddisfazione con crescite a due cifre particolarmente interessanti date le difficoltà del mercato, che nel nostro caso è contraddistinto  da competitors molto forti».

 

Come si articola la proprietà di Birra Castello?

Una parte dei soci di Beverage Network sono soci anche di Birra Castello. Come in tutte le nostre operazioni, i progetti vengono presentati, illustrati e condivisi affinché ogni socio decida se aderire ed a quale livello di investimento. Gli altri soci BN sono clienti, ovviamente privilegiati.

 

Al di fuori degli associati, come viene vissuta Birra Castello?

C`è voluto tempo per non essere visti dai nostri colleghi distributori come concorrenti. D`altra parte, la nostra esperienza di distribuzione ci è stata  e ci è utile per evitare gli errori comuni all’industria birraria. Il nostro DNA ci ha permesso di approcciare un canale complesso come il nostro riservando il giusto e meritato rispetto agli attori della distribuzione italiana. Questo diverso atteggiamento ha attratto verso Castello  i distributori più interessanti del panorama italiano. Non solo: ritengo che questo particolare sistema di gestire un’industria birraria trasmetta a tutte le risorse umane che vi partecipano la consapevolezza di farlo attivamente, divenendo parte di questo ottimo risultato. Tanto che i tentativi di emulazione, più o meno goffi, sono ormai diversi. Ed in molti si dichiarano o improvvisano produttori di birra. Ma il successo è dato dalla sommatoria di molte variabili, tra le quali la reputazione ed il modo di agire sul mercato che si traducono in fatti. Sono tutti fattori che fortunatamente non si possono ottenere con chiacchiere e continui sterili comunicati stampa, se poi a ciò non  segue alcun effetto tangibile. Inoltre la nostra forza deriva certamente dal management più stabile che vantiamo rispetto ai nostri competitors. Al riguardo, ritengo che Birra Castello non avrebbe mai potuto raggiungere i risultati e i successi attuali (più di 1.300.000 ettolitri prodotti) se alla sua  guida non ci fossero state le grandi personalità che tuttora la conducono con grandissima energia e competenza, anche in questo caso, non comune. A rischio di apparire autoreferenziale non posso esimermi dal menzionare gli artefici di questo successo, complimentandomi con mio padre Eliano, Amministratore Delegato dal primo giorno, e gli altri `pensatori`, come li definisce il nostro Walter Lombardi, Direttore Generale di Birra Castello, cioè il Presidente Paolo Trussoni, il compianto Gianni Leondini, la fucina di idee Febo Leondini oltre ai molti altri saggi che hanno sempre operato e che tuttora operano nel bene del gruppo, per arrivare alla squadra commerciale, capitanata da Giuseppe Gaio, un gruppo di persone fortemente motivate che riesce a trasmettere alla clientela la passione per i valori che (insieme ai nostri grandi mastri birrai Gianni Pasa e Michele Cristin) hanno fatto delle birre Pedavena e Castello una famiglia di prodotti le cui qualità ed appeal sono oggi indiscutibili ed in grado di fare la differenza nell’assortimento di un’azienda distributiva.

 

Ritornando all`attività più istituzionale di Beverage Network, quali le iniziative in programma?

Il difficile momento congiunturale che stiamo vivendo impone a tutte le imprese una maggiore e costante attenzione agli indicatori fondamentali della "salute aziendale". Perciò, oltre al sistema di raccolta dati centralizzato di cui ci serviamo ormai da qualche anno per avere in tempo reale i dati di sell out dei nostri associati con tutte le positive ricadute in termini di controllo, credibilità e dialogo con l’industria, ci stiamo dotando, utilizzando il medesimo software concentratore di cui siamo proprietari ed in collaborazione con il Professor Pellegrini dell’università di Parma, di un sistema di controllo di gestione che raccoglie tutti i dati di bilancio ed extracontabili (rotazioni, picking, dati relativi a produttività, ecc.) dei nostri associati e li restituisce sotto forma di benchmark estremamente utili per avere un controllo costante ed immediato dell’andamento aziendale.

 

VIAVAY 

logo_viavay.jpgDal 2012 abbiamo ideato un social network dedicato ai punti vendita: Viavay. Il progetto è ora attivo e pronto dopo una fase di test condotti in una trentina di punti vendita in Italia. Viavay ci consentirà una precisa, puntuale e affidabile  analisi dei consumi di un settore, l’horeca, che ad oggi nessuno riesce ad interpretare oggettivamente, restituendo dati attendibili e veritieri (arriviamo fino alla segmentazione dei consumi per prodotto/fasce orarie/consumatore). Via vay diviene estremamente utile anche per il locale, in termini di controllo di gestione. Abbiamo inoltre perfezionato il sistema arricchendolo con una webradio ed una webtv per garantire un ulteriore grado di entertainement presso il punto vendita. Attraverso uno strumento di questo tipo il grossista evoluto diventa un partner insostituibile per il proprio cliente che finalmente riesce a percepire i vantaggi dati dal rapporto con il distributore restituendo alla relazione commerciale il suo legittimo valore. Valore che in momenti difficili come l’attuale molti, troppi, gazzosai stanno distruggendo lavorando border line, trascurando qualsiasi principio deontologico e sconfinando spesso nell’illegalità. E questo malcostume non è più solo prerogativa di quelli che da sempre definisco fantasmi fiscali. È oramai diventato il normale modo di operare di molte aziende di qualsiasi dimensione ed a qualsiasi latitudine, evidentemente guidate da titolari furbetti ma imprenditorialmente miopi ed inadeguati, agevolati da uno stato (e da tutte le sue emanazioni) costoso, sprecone ed incapace, che tutela chi infrange le regole più di chi le rispetta, latitante nella tutela di persone ed aziende sane ma inesorabilmente presente, preciso, avido ed esoso nel drenargli risorse e denaro.

 

In quale direzione deve muoversi il mondo consortile?

Il semplice consorzio e il gruppo d`acquisto fine a se stesso sono superati, hanno limiti e duplicano costi. Il mondo consortile deve agire muovendosi in modo coeso e organizzato, riportando come conseguenza dell’aggregazione, il grossista di bevande nella posizione che con grande fatica si è guadagnato e che merita di ricoprire, ovvero al centro di un processo di costruzione di valore per tutti gli attori della filiera horeca. Questo risultato, attualmente utopico, sarà conseguibile nella misura in cui ogni gruppo consortile distoglierà l’esclusivo interesse da se stesso a favore del bene comune della categoria, effettuando delle scelte serie nei confronti dei partners industriali, emarginando le aziende responsabili di comportamenti scorretti e - se e quando - gran parte di coloro che inquinano il nostro mercato, a qualsiasi livello, in conseguenza soprattutto della attuale e futura situazione economica ne saranno usciti definitivamente, senza possibilità di rientrarvi. Beverage Network aderisce alla Federazione Italgrob.

sociBN.jpg

 


Beverage Network Scrl è una Società Consortile fondata da un gruppo di distributori di bevande leader nei rispettivi territori con una mission storica verso il mercato horeca. Le attività aziendali e le iniziative commerciali realizzate dalla centrale per supportare le vendite e affrontare le complessità del mercato tendono ad anticipare le esigenze dei punti di vendita e le necessità dei consumatori. Vi aderiscono quarantadue importanti aziende della distribuzione di bevande presenti in tutto il territorio nazionale.


30/10/2014

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