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Febo Leondini è il nuovo consigliere Italgrob

Entrato a far parte del Consiglio Italgrob in qualità di rappresentante del consorzio Beverage Network, Febo Leondini opera nel campo della distribuzione Horeca da trent’anni. Al suo attivo significative esperienze nella direzione e gestione di diverse aziende. La sua competenza spazia inoltre nel settore della progettazione, sviluppo ed implementazione di software dedicati al settore e nei contesti di utilizzo delle nuove tecnologie in ambito consumer. Fra le altre iniziative ha scritto per SDA Bocconi una Nota di Settore sulla Distribuzione di Bevande disponibile su Slide Share.

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In occasione del suo ingresso nel Consiglio Federale abbiamo raccolto alcune sue dichiarazioni:

 

D. Da maggio di quest`anno lei è membro del consiglio della federazione ITALGROB. Premesso che deve ancora entrare nel vivo delle questioni federative e conoscere meglio i suoi colleghi,  ma ci dica, con che spirito si approccia a questo suo nuovo incarico, quale particolare apporto conta di dare anche in virtù delle sue esperienze?

«Come ha correttamente sottolineato sono nuovo a questo tipo di situazioni e, quindi, prima di tutto dovrò capire se, ed in che modo, le mie esperienze potranno essere di aiuto. Italgrob ha svolto negli anni la funzione, fondamentale, di cercare di dare voce univoca all’universo composito della Distribuzione. Oggi questa difficile unità rischia di essere messa in discussione da più parti a causa, soprattutto, delle diverse velocità che hanno caratterizzato l’evoluzione delle dinamiche consortili. La ricomposizione del dissenso latente, credo, debba passare anche attraverso un ripensamento del ruolo e della funzione della Federazione. Nel prossimo futuro credo che Italgrob, oltre a mantenere gli attuali compiti istituzionali, dovrà farsi carico di armonizzare il confronto con la modernità cui saranno chiamati i Consorzi».

 

D. La filiera Horeca vive una fase di evoluzione, lo stesso sistema distributivo sta cambiando pelle. Nel contesto di questi mutamenti, secondo lei quale ruolo per ITALGROB? Come e in che modo la Federazione potrà favorire l’evoluzione in atto?

«Francamente a me pare che la Distribuzione HoReCa italiana sia mancata all’appuntamento con la modernizzazione. Il treno sta ancora passando ma, come dire, la business era in testa. Sul ruolo e la funzione di Italgrob credo ci sia molto da pensare e, di conseguenza, da fare, ma aspetto di avere chiaro il quadro di riferimento».

 

D. Dal 2014 ITALGROB è entrata a far parte di Confindustria: all`epoca fu definito "un passo epocale", forse non prontamente compreso da molti che vedevano Confindustria come il settore storicamente antagonista alla distribuzione, la quale opera su aspetti commerciali. Tuttavia le opportunità di essere parte di una Confederazione così "potente" sono evidenti: come e in che modo ITALGROB deve sfruttare questa chance, quali sinergie?

«Come spesso accade in questi casi l’ingresso in Confindustria è stato visto come un punto di arrivo e non di partenza, e si è agito di conseguenza mantenendo lo stesso schema mentale di prima. La mia impressione è che non si sia ancora compreso il significato vero della rappresentatività e del mandato che Confindustria è disposta a dare ma che, d’altra parte, pretende sia dato».

 

D. La scelta di Confindustria parrebbe inibire un più stretto dialogo con l`altra componente fondamentale della filiera, i punti di consumo, i clienti dei distributori, un universo più parcellizzato e frammentato. Come la Federazione può e deve interagire con questa pezzo fondamentale della filiera?

«Per dire che la scelta di Confindustria potrebbe avere avuto effetti inibenti sul dialogo a valle della filiera, sarebbe il caso di domandarsi se questo dialogo sia mai esistito, cosa di cui dubito molto. Sempre che, per dialogo, non si intenda la presentazione di un catalogo prodotti, la cui profondità e vastità è scelta a monte, o una serie di consigli commerciali interessati».

 

D. La sua posizione sul "vuoto a rendere" relativamente al dispositivo di legge approvato e poi anche una sua valutazione in merito al protocollo di accordo con ANCI?

«Il tema del VAR è un’evergreen del settore che rimanda ai tempi eroici in cui si sono costruiti i miti fondanti della nostra categoria. In realtà si tratta di un problema, e sottolineo problema, abbastanza articolato e che deve essere affrontato evitando prese di posizione fideistiche. Molte sono le variabili da considerare: dalla legislazione comunitaria, alle caratteristiche del nostro sistema distributivo; dai costi di gestione e recupero del parco circolante, alle implicazioni fiscali e commerciali degli imballaggi dispersi; dai costi di trasporto, all’inquinamento. E sono solo degli esempi. Per quanto riguarda l’accordo con l’ANCI si tratta di un accordo dalle ricadute istituzionali molto importanti e rappresenta un primo tentativo di Italgrob di affiancare sul Territorio il Distributore. Proprio per l’importanza del progetto, però, dobbiamo stare attenti a non avventarci in pericolose fughe in avanti perché il rischio di cadere, anche solo su dettagli importanti, è grande».


16/06/2016

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