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I punti di interesse per i distributori Horeca del decreto Cura Italia

Il decreto-legge Cura ITALIA rappresenta una prima risposta all’emergenza economica nella quale è precipitato il Paese. Uno dei settori maggiormente colpiti è senza alcun dubbio il mercato del fuoricasa e tutta la filiera distributiva, fra analisi del centro Studi Fipe e rilevazioni del panel data ware house dei grossisti bevande si stima un crollo di almeno il 90%, nelle prime due settimane di marzo, rispetto all’anno precedente. Di fronte a questo tracollo, le iniziative a favore delle imprese previste nel decreto Cura Italia potrebbero rappresentare quel minimo aiuto per salvare dalla chiusura definitiva diverse aziende.

 

La Federazione Italgrob, fortemente impegnata in questi giorni sul fronte sindacale, segnala gli articoli del DL di interesse delle aziende di distribuzione.

 

1. In materia di lavoro:
il decreto-legge articola i propri interventi lungo quattro direttrici: ammortizzatori sociali, sospensione dei licenziamenti, misure specifiche per i lavoratori (congedi parentali) sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL.
Sul tema degli ammortizzatori sociali il Governo ha configurato una ampia possibilità di ricorso alla cassa integrazione, all’assegno ordinario per chi è iscritto al FIS o ai fondi di solidarietà bilaterale, ovvero alla cassa in deroga sostanzialmente per tutti i lavoratori. motivando la riduzione o la sospensione dell’attività con la causale “emergenza COVID 19”.
Il decreto interviene anche in tema di licenziamenti prevedendone la sospensione. Si tratta di una misura drastica, che comprime la libertà di impresa ma che può trovare un qualche bilanciamento nella “durata limitata” nel tempo. La quarantena viene poi equiparata alla malattia. Come in precedenti provvedimenti, in deroga alle norme vigenti, si prevede che le prestazioni previdenziali che sarebbero a carico del datore di lavoro possano essere, previa domanda agli Istituti previdenziali, posti a carico dello Stato. Il finanziamento della misura pare però molto limitato (130 milioni per il 2020) e in caso di sforamento del tetto del finanziamento l`istanza non viene accolta.

 

2. Sul fronte del sostegno alla liquidità:
La moratoria fino a settembre sul pagamento delle rate dei vecchi prestiti dalle imprese alle banche (capitale e interessi), sulle scadenze dei finanziamenti non rateali e sulle linee di credito a breve è cruciale per ridurre nell’immediato le esigenze di liquidità. Si tratta di un intervento positivo e auspicato dalle PMI in difficoltà. La misura dovrebbe coprire finanziamenti alle imprese (nelle varie forme tecniche) per circa 219 miliardi e attivare maggiore liquidità per oltre 87 miliardi in termini di: rate sospese (33 miliardi) e maggiore liquidità utilizzata su linee di credito a breve termine (22 mld), anticipazioni su crediti (4 mld) e altri finanziamenti (29 mld).
Importante anche il potenziamento, per nove mesi, del Fondo di Garanzia per le PMI, rifinanziato con 1,5 miliardi, che mira a sostenere il flusso di nuovo credito bancario alle PMI:
vengono innalzate le percentuali di copertura con possibilità di arrivare anche fino al 90%, azzerati i costi di utilizzo del Fondo e alzato l’importo massimo garantito a 5 milioni per impresa. Con lo stanziamento aggiuntivo (in caso di copertura all’80% di tutte le operazioni) il Fondo potrebbe attivare circa 55 miliardi di nuovo credito.
Cassa Depositi e Prestiti svolgerà un ruolo simile per la garanzia di prestiti bancari a favore delle imprese più grandi, non coperte dal Fondo ma colpite dall’emergenza, usufruendo di garanzie statali finanziate per 500 milioni nel 2020.
È stata poi prevista la possibilità che con un successivo decreto attuativo siano introdotte ulteriori misure di sostegno finanziario alle imprese, anche grandi, nella forma di finanziamenti agevolati e di garanzie fino al 90%. Tali misure potranno avere le più favorevoli caratteristiche previste dal nuovo Temporary Framework sugli aiuti di Stato.

 

3. In materia fiscale:
Il decreto-legge prevede poi la sospensione e il differimento di una serie di versamenti e adempimenti fiscali e contributivi, per scongiurare il tracollo delle attività produttive. Con riguardo ai versamenti tributari, contributivi e dei premi INAIL, le misure sono differenziate in funzione del settore economico di appartenenza, della dimensione e dell’ubicazione dell’impresa. In particolare, la sospensione delle ritenute, degli adempimenti e versamenti contributivi, previdenziali e assistenziali e dei premi è prevista, su tutto il territorio nazionale, fino al 30 aprile, a beneficio di una serie di settori tassativamente indicati.
Con riguardo, invece, agli adempimenti tributari, è stata disposta una sospensione a favore di tutte le imprese degli adempimenti in scadenza nel periodo tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020. Tutti gli adempimenti sospesi dovranno essere assolti entro il 30 giugno 2020. Anche in questo caso si tratta di primi interventi che sarà necessario prorogare qualora le misure di contenimento dovessero essere prolungate.
Tenuto conto dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate, sono altresì sospesi i termini relativi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e di contenzioso, scadenti nel periodo 8 marzo-31 maggio 2020. La sospensione riguarda anche i termini di risposta dell’Agenzia delle Entrate alle istanze di interpello. Parallelamente, però, si dispone la proroga di due anni dei termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività di accertamento degli uffici dell’Agenzia delle Entrate che scadono entro il 31 dicembre 2020.
Inoltre, con l’obiettivo di supportare imprese e lavoratori, sono state introdotte misure di sostegno fiscale che riguardano l’erogazione di un premio di 100 euro a favore dei dipendenti che, nel mese di marzo 2020, prestino la propria attività presso la sede di lavoro; un credito di imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.

 

Si noti che alcuni punti evidenziati fanno esplicito riferimento a fondi il cui accesso deve essere richiesto in modo tempestivo. La Federazione rimane ovviamente a disposizione per ogni ulteriore informazione e seguiranno aggiornamenti a seguito degli sviluppi derivanti dal decreto a dalla situazione di emergenza economico sanitaria che l’Italia sta attraversando.


20/03/2020

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